Profitti, tasse e granducati. La classe operaia non va in paradiso

L’euro è una delle tante monete che circolano in Europa. Una moneta di minoranza, in un certo senso, dal momento che, con l’allargamento a 27 paesi dell’Unione europea, i 17 che adottano l’euro potrebbero andare in minoranza all’interno del Consiglio dei ministri dell’Economia e delle Finanze (Ecofin).

Per questa ragione è stato creato l’Eurogruppo, un organismo di coordinamento che consente riunioni informali ai rappresentanti di quei paesi europei che adottano l’euro.

Il Presidente dell’Eurogruppo è il Primo Ministro del Lussemburgo avvocato Juncker, nominato dal Granduca Giovanni di Lussemburgo. Tra il 1989 e il 1995 Junker è stato Governatore della Banca mondiale, poi del Fondo monetario internazionale e della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo.

Tutte le transazioni che avvengono sull’iTunes store in Europa, Africa e Medio Oriente vengono convogliate alla iTunes S.a.r.l. in Lussemburgo, una società che gode della tassazione agevolata sull’e-commerce.


Su 34,2 miliardi di dollari di profitti, Apple ha riconosciuto ai vari governi 3,3 miliardi di dollari in tasse: un’aliquota media del 9,8% all inclusive.

Esistono in Europa altrettanti paradisi fiscali che Stati.

Ogni paese “civile” ha il suo doppio osceno(1) da utilizzare per delocalizzare l’indicibile dell’economia che va dalle entrate dell’economia illegale a tutta la contabilità in nero. Imprese, grandi studi professionali e agenzie finanziarie, quando non evadono in senso stretto, le tasse le eludono, approfittando di tutti i sotterfugi che una legislazione compiacente consente loro per trasferire fondi a entità fittizie che esistono solo per garantire al capitale che i profitti non servano a finanziare la fiscalità generale.

In vista di un importante meeting internazionale che avrebbe avuto luogo nel 2000(2) l’OCSE propose alcune raccomandazioni ai governi affinché gli Stati membri rispettassero almeno alcuni minimi standard internazionali.

The Report was approved by the OECD Council, with abstentions from Luxembourg and Switzerland, on 9 April 1998, and was presented to Ministers on 27/28 April 1998.

(1) La figura del doppio osceno come caratteristica del potere è in Slavoj Zizek, Benvenuti nel deserto del reale. Cinque saggi sull’11 settembre e date simili, Meltemi editore, Roma 2002. In una prospettiva lacaniana il “doppio osceno” è il lato indicibile che la società produce, ma di cui non può accettare l’esistenza se non scaricandolo e addebitandolo in quanto nefasto e negativo alla figura del “grande altro”.

(2) Towards Global Tax Co-operation, REPORT TO THE 2000 MINISTERIAL COUNCIL MEETING AND RECOMMENDATIONS BY THE COMMITTEE ON FISCAL AFFAIRS, Progress in Identifying and Eliminating Harmful Tax Practices

Maurizio Donato

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